(illustrazioni di Maya Boll)
__Memorie tratte da una vita di un cimitero. Nascita, infanzia e adolescenza all'interno di un singolare "condominio".
perennemente in viaggio
perennemente in viaggio ...sempre in classe economica...
mercoledì 27 febbraio 2013
"Post" post-elettorale
Le "diverse" reazioni di Nonna Aurelia dopo il voto....
(illustrazioni di Maya Boll)
(illustrazioni di Maya Boll)
giovedì 14 febbraio 2013
mercoledì 6 febbraio 2013
mercoledì 9 gennaio 2013
Post riflessivo a posteriori n.5
“Dopo aver fatto della morte un'affermazione della vita, trasformato il suo baratro in una finzione salutare, esaurito i nostri argomenti contro l'evidenza, il marasma ci aspetta in agguato: è la rivincita della nostra bile, della nostra natura, di quel demone del buon senso che, un tempo sopito, si desta per denunciare l'insulsaggine e il ridicolo della nostra volontà di accecamento.
Un intero passato di visione spietata, di complicità con la nostra perdizione, di consetudine con il veleno della verità, e tanti anni passati a stare a guardare le nostre spoglie da cui trarre il principio del nostro sapere! Tuttavia, dobbiamo imparare a pensare contro i nostri dubbi e contro le nostre certezze, contro le nostre ubbie onniscienti, dobbiamo soprattutto, forgiando in noi un'altra morte, una morte incompatibile, all'idea che qualcosa esista...
Il Nulla era senz'altro più confortevole.
Com'è difficile dissolversi nell'Essere!”
mercoledì 19 dicembre 2012
AUGURI!
Morirò di cancro alla colonna vertebrale
Accadrà una sera orribile
Chiara, calda, profumata, sensuale,
Morirò della putrefazione
Di certe cellule poco conosciute
Morirò per una gamba amputata
da un topo gigante sbucato da una fogna gigante
Morirò di cento tagli
Il cielo mi sarà caduto addosso
Fracassandomi come una vetrata pesante
Morirò di fragore di voci
Che farà scoppiare le mie orecchie
Morirò di ferite segrete
Inflitte alle due del mattino
Da assassini vaghi e calvi
Morirò senza accorgermi
Di morire, morirò
Sepolto sotto le rovine secche
Di mille metri di cotone sprofondato
Morirò annegato nell'olio di spurgo
Calpestato da bestie indifferenti
Morirò nudo, o vestito di tela rossa
O cucito in un sacco con delle lame di rasoio
Morirò forse senza preoccuparmi
Di verniciare le unghie delle dita dei piedi
E di lacrime piene le mani
E di lacrime piene le mani
Morirò quando sclleranno
Le mie palpebre sotto il sole arrabbiato
Quando mi diranno lentamente
Delle cattiverie all'orecchio
Morirò nel vedere torturare bambini
E uomini sbigottiti e lividi
Morirò mangiato vivo
Dai vermi, morirò
Con le mani attaccate sotto una cascata
Morirò bruciato in un incendio triste
Morirò un poco, molto,
Senza passione, ma con interesse
E poi quando tutto sarà finito
Morirò.
(Boris Vian)
BUON ANNO NUOVO!
mercoledì 5 dicembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
Le Primarie Mortuarie n.2: "il Veggio"
Solitamente dopo la cena intrisa di
polvere di marmo al sapore di crocette di bronzo e lettere in
alluminio, Aurelia preparava il ”veggio” per scaldare il letto
prima di coricarsi. Il veggio era una sorta di contentitore di coccio
pieno di brace che veniva appeso ad una cupola formata da intrecci di
stecche di legno con un gancio di ferro posto centralmente al culmine
della volta. Tutto l'arcano la nonna lo inseriva sotto le coperte e
questo diventava il prototipo di coperta elettrica trasformando il
letto in qualcosa di simile ad un sarcofago rigonfio ….
Quella sera Andrea sbottò dopo la
solita operazione di Aurelia:
“Ecco è proprio questo che
intendevo! Non solo la bara va sostituita ma dobbiamo modernizzare
anche la nostra abitazione come si permettono di farci vivere in
queste condizioni? Prima o poi la nonna trasformerà la casa nel
forno crematorio che Vittorione vuole!”
Infatti il giorno stesso Vittorione
proseguì con il proprio programma elettorale.
Spiegando a tutti quanto fosse assurdo
che anche dopo morto che un cittadino dovesse essere ancora parte
integrante del sistema consumistico di questa società. Per anni
continua ad essere costretto a pagare: bollette della luce (lampada
votive corrente alla società che gestiva (silve) la manuntezione
della lapide, i costo dei fiori freschi la rata del loculo o tomba
che sia e così in eterno questa è la vera immortalità che ci
aspetta, non finire mai di consumare e pagare!
In totale anti tesi Enzino che ribadiva
quanto fosse importante il rito della memoria dei famigliari etc. etc.
Fu un periodo impegnativo per tutti, e
il “seggio” sostituì il “veggio” per l'intera campagna
elettorale.
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