perennemente in viaggio

perennemente in viaggio
perennemente in viaggio ...sempre in classe economica...

martedì 3 febbraio 2015

Memorie dal seminterrato



Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco. Io, s'intende, non saprei spiegarvi a chi esattamente faccia dispetto in questo caso con la mia cattiveria; so perfettamente che neppure ai medici potrò "farla" non curandomi da loro; so meglio di chiunque altro che con tutto ciò nuocerò unicamente a me stesso e a nessun altro. E tuttavia, se non mi curo, è per cattiveria. Il fegato mi fa male, e allora avanti, che faccia ancor più male!
Fedor Dostoevskij

Quando si dice che è stato già scritto tutto...




 Resto alla finestra a guardare. Arrivederci.

sabato 1 novembre 2014

Viva il giorno dei morti!



Se fate "la velada" nel vostro giardino, ricordatevi di una mela caramellata rossa!


sabato 25 ottobre 2014

Il Seminterrato e l'unicità dei sentimenti familiari


Intervistatore:
-Alla luce della situazione venutasi a creare recentemente, in conseguenza agli sfortunati eventi accaduti. Come ritiene il suo futuro in questa precisa condizione?

Seminterrato:
-Tutto sommato, considero la mia situazione moderatamente serena e giusta. Ovviamente devo trascurare i guai fiscali-immobiliari in cui, in modo kafkiano sono entrato e stento ad uscirne. Per non parlare dello stato psico-fisico estremamente labile e preoccupante il quale mi rende debole persino dal punto economico. Ma... nel futuro mi vedo seduto comodo su una poltrona davanti ad un muro a leggere il quotidiano in santa pace. 

Intervistatore:
-Street Journal! Ma non ha figli?

Seminterrato:
-Certo. Un maschio, una femmina acquisita e altri appendici vari...



Intervistatore:
-Cioè?

Seminterrato:
-Questo quesito mi offre la possibilità di esporre un mio personale dubbio che da tempo mi assilla. Nella nostra società è accettato, anzi è fortemente consigliato avere più figli e senza considerare i problemi economici che comportano, viene dato per scontato che il sentimento d'amore che nutriamo verso di loro sia infinito e per questo facilmente spalmabile su tanti figli contemporaneamente. Il rapporto è uno (genitore) per infinito (figli). La quantità e la qualità del sentimento rimarrà inalterata per ogni figlio che hai a "disposizione". Senza creare gelosie o altri sentimenti contrastanti tra loro.

Intervistatore:
-Ebbene, non capisco dove vuole arrivare.

Seminterrato:
-Semplice. Perchè questo rapporto non è accettato anche con il partner? Perchè non avere più partner contemporaneamente? Se affermiamo che l'essere umano è capace di amare in egual misura più figli perchè non più mogli o mariti? 
Perchè alla fine puzziamo e marciamo da soli! 
Che strazio la famiglia! E perchè avere più figli se abbiamo un solo partner.

Intervistatore:
-Grazie. Ora devo andare. Stia Bene mi raccomando.




martedì 15 luglio 2014

Tristezza


Una bellissima tavola illustrata di Maya Boll dedicata all'Aiuto Becchino ma idonea anche per rappresentare il momento storico attuale...


حزن , עצב, sadness, tristesse, печаль, θλίψη, üzüntü, ความโศกเศร้า, tristès, liūdesys, tristitia, उदासी, ਉਦਾਸੀ, غمگینی, murugo, துயரம், బాధపడటం, Traurigkeit.

domenica 27 aprile 2014

Atlante Egocentrico


Un po' di sana megalomania con la speranza di una canonizzazione futura...

"Atlante-Atalante geostorico personale"
(sorry)


giovedì 20 febbraio 2014

Il seminterrato e una situazione spinosa



“ Chi volete che si raccomandi per me? La ragione, il mio buon diritto, la giustizia”
“Tradito da tutti, oppresso da ogni sorta di ingiustizie, io uscirò da questo baratro in cui trionfano i vizi e cercherò sulla terra un angolo lontano, dove sia possibile l'onestà ad un essere umano.”
(Il misantropo A.3 scena 4)


 Recentemente era dipartita la madre del seminterrato lasciandolo orfano di entrambi i genitori e  l'onere di dividere con gli altri tre fratelli il residuo patrimonio di famiglia. Egli, essendo il minore dei quattro era il “protetto” dalla madre, tale protezione derivava da una sorta di strano senso di colpa in quanto non “desiderato” al momento del concepimento,  era di fatto il più favorito nella narrazione testamentaria che la madre aveva redatto con cura certosina.
Così decise di sfruttare l'occasione vedendo la casa lasciatogli che per tre quarti era di proprietà e un appezzamento di terreno (che per diritto acquisito maschile) a metà con l'unico fratello  maschio.
Il seminterrato ebbe una leggera contrattura ai margini delle labbra, che alcuni dissero: “simile ad una smorfia di soddisfazione”; perchè pensò che la soluzione alla propria situazione era acquistare una casa consona a stabilizzare le relazioni interne ed entrare nella privilegiata elitè sociale di chi vuole fare un definitivo “salto di qualità”.   Per questo acquisto l'abitazione in cui si trovava.

Abitare = soggiornare presso le cose, creare un rapporto con lo spazio.....

Dopo la sventurata azione dell'amministratore condominiale, iniziò una serie di eventi alquanto sfortunati per il nostro eroe. Una mattina ricevette una convocazione dal esimio Avvocato Coretti, noto legale in campo immobiliare, la missiva convocava i condomini del complesso ad un incontro in cui venivano informati su alcuni cambiamenti in atto.

Tipica espressione dell'Avvocato Coretti con l'immancabile assistente Cagnotti.