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perennemente in viaggio ...sempre in classe economica...

mercoledì 24 luglio 2013

I DUE CIMITERI



Sulla striscia d'asfalto che collegava il paese al mio giardino, vi era situato a metà anche un altro cimitero, il cimitero comunale detto abitualmente il cimitero vecchio semplicemente perchè di realizzazione antecedente al nostro, il quale era conosciuto come quello “nuovo”. Ma la distinzione tra i due non era solo di tipo cronologico, in qualche modo chi poteva permettersi un appartamento nel nostro condominio stabiliva in maniera “eterna” la propria differenza sociale anche nell'aldilà.
L'alter ego di mio padre del cimitero vecchio era Tripolino. Il nome invitava ad intuire le simpatie coloniali dei genitori miste a desideri di luoghi esotici. Egli era un impiegato comunale e come tale, a differenza di mio padre, aveva un orario da rispettare che con
diligente solerzia si prodigava nell'attuare le regole imposte dall'amministrazione comunale. Remo conosceva bene gli orari e tentava sempre di passare dopo l'orario di chiusura per non dover sopportare il formale saluto che i due becchini rivali erano costretti a farsi.
Ogni funerale che approdava al mio cimitero, doveva oltrepassare il cimitero vecchio, sotto lo sguardo pieno di livore di Tripolino. A parere di Vittorione, Tripolino teneva una sorta di registro alternativo, dove segnava in parallelo ai propri, i clienti del cimitero nuovo con intenzione di portare al sindaco le prove inconfutabili della necessità di un rinnovo dei locali-loculi comunali. Tripolino aveva ingaggiato una personale gara con Remo.

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