perennemente in viaggio

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perennemente in viaggio ...sempre in classe economica...

venerdì 27 luglio 2012

Post-epilogo: il cimitero sott'acqua.





Il “carosello” del nostro giardino di alcuni anni prima, fu contrassegnato da un periodo incessante di pioggia. Per cui la “festa” di quei giorni fu abbondantemente ridotta ad una versione povera di visite e banchi che vendevano I vari gadget dedicati all'occasione.
Noi abitavamo già fuori dal giardino. All'alba del quattro novembre, fui svegliato da numerosi spari che echeggiavano in lontananza. Incuriositi tutti quanti accorremmo alle finestre che davano sul cimitero. Con grande stupore scoprimmo che questa volta abitavamo realmente su un isola. Oltre un metro di acqua circondava la nostra casa e il cimitero era completamente sommerso!

Spaventati e attoniti. Le mie sorelle prese dal panico cominciarono a piangere, Bianca pensò subito alle provviste che erano in casa, Remo immediatamente indosso gli stivali da pescatore alti oltre il ginocchio e scese per monitorare la situazione.
Gradualmente il mio spavento si trasformò in divertimento, non dovevo andare a scuola e potevo vivere direttamente quell'avventura in modo eroico come avevo sempre immaginato che dovesse fare un personaggio che interpreta il ruolo dell'aiuto becchino.
Bianca uscì sul pianerottolo posto al primo piano per raccomandare remo di fare attenzione e si accorse che dal cancello del cimitero stava uscendo una flotta di serpi che ondeggiavano a filo d'acqua verso le scale della nostra abitazione.
Bianca gridò come una indemoniata per tentare di far cambiare rotta a quelle viscide “imbarcazioni”, le mie sorelle presero le granate di casa e le batterono sulla righiera della scala e io munito di secchio trasformato in tamburo per l'occasione mi unì a quella band improvvisata per dar vita ad un concerto di suoni infernali. Intanto Remo attraversò le serpi in direzione contraria come un gigante che emergeva dal mare, fino ad arrivare dentro il giardino.

Per due giorni interi restammo isolati, l'unica compagnia erano gli spari che provenivano dagli abitanti delle case coloniche intorno a noi, che per salvarsi erano finiti sui tetti delle loro abitazioni e qualche passaggio di canotti dei vigili del fuoco che si informavano sulla situazione.

Tombe sottomarine, corpi di giovani donne e uomini nudi che fluttuavano sereni nell'acqua con in mano le loro foto stampate sul supporto di ceramica. Mentre immense campane di bronzo continuavano ad oscillare producendo il loro suono muto con il quale facevano danzare quei corpi in totale libertà. Il sapore della morte insieme a palpiti di vita passata.

Scema! Sta scemando, l'acqua sta scemando!”
Il grido di Bianca mi svegliò al nostro umido terzo mattino. L'acqua si stava ritirando lasciando fango e detriti vari.
Il giorno dopo fu quello veramente tragico. Arrivarono decine di camion carichi di carcasse di poveri animali affogati. Cavalli, mucche, pecore, cani e gatti provenienti dal territorio circostante furono seppeliti nel campo a fianco del nostro giardino. La calce che vi gettarono su quei corpi prima di coprirli con la terra smossa, produsse un forte acre odore che pervarse per giorni la nostra zona.
Un nuovo cimitero nascosto, adesso sorgeva accanto al mio giardino.
E le campane sottomarine smisero di suonare.

2 commenti:

  1. L'alluvione del'66?

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  2. Bellissimo pezzo.
    Credevo che di quell'alluvione non si potesse dire più niente di nuovo, invece...

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